Territorio

Il paese sorge sul Castrum Soldani nominato in documemnti del '200. Nella parrocchiale si trova un polittico di autore nizzardo, attivo della bottega dei brea e un'opera firmata dal fiorentino Giovanni Battista Galestruzzi (1667).

Collocato a fondovalle sulla riva sinistra del torrente Verbone, anche Soldano va annoverato tra i centri più imporatnti della produzione del Rossese di Dolceacqua. La menzione di Castrum Soldani con cui compare nei documenti del XIII secolo è indicativa di una sua funzione difensiva, assunta in seguita all'organizzazione del territorio intemelio dopo le incursioni saracene.

Non lontano da qui si distingue il profilo dell'abside poligonale e il cupolino barocco del campanile della vecchia parrocchiale di San Giovanni Battista, abbandonata intorno alla metà del secolo scorso in seguito ai danni causati da un'alluvione e successivamente invasa da abitazioni che ne hanno stravolto la fisionomia. La suggestiva trama di angusti vicoli che si snoda tra le case oltrepassando i lunghi archivolti raggiunge la piazza sulla quale si prospetta la nuova parrocchiale, dedicata al Santo precursore e realizzata nel 1860 ancora in stile barocco. All'interno meritano un cenno il polittico con San Giovanni Battista e Santi, visible dietro all'altare, opera dei primi del '500 che si deve a un pittore nizzardo influenzato dalla bottega del Brea.

A sinistra, sopra la porta di accesso della sacrestia, un'ampia tela con la Sacra Famiglia, firmata da Giovanni Battsta Galestruzzi, pittore fiorentino che esguì il dipinto a Roma nel 1667. Sulla piazza della chiesa prospetta anche l'oratorio dei Disciplinanti, dedicato a San Giovanni Evangelista, di cui si ha notizia sicura nell'anno 1500. Trasformato nel XVII secolo, conserva della costruzione primitiva la parte esterna dell'abside qudrangolare e il portale in pietra nera datato 1594. La schiera di case prospiciente via Correntina è frutto di un'espansione recente del paese, perché non compare ancora nelle planimetrie settecentesche che lo raffigurano. Si conservano ancora caratteristici prospetti di abitazioni dipinti con ingenui effetti di trompe l'oeil, per esempio, finestre finte con le impannate o con le persiane discoste.

Fuori dal paese, verso Nord, presso il torrente, sorge la cappella di San Mauro, preceduta da un portico: più distante, in mezzo a un uliveto in regione Orià, l'ottocentesco santuarietto della Madonna del Carmine. Il sentiero risale la collina sino alla frazione San Martino, altrimenti raggiungibile tramite una strada carrozzabile angusta e tortuosa, che si distacca dalla proviciale in località Massabò e raggiunge anche Suseneo. La borgata San Martino, che sorge ai limiti di un bosco in una zona di uliveti, ma soprattutto di vigneti, consiste di una schiera ben conservata di case col paramento di pietra in vista, disposta ad "elle" con un'aia antistante.